LA TORRE SCALIGERA

STORIA DELLA TORRE
Il castello di Enego, sede del capitano, era un’estesa struttura a pianta rettangolare (circa quaranta metri per venti), dotata agli spigoli di quattro grandi torri quadre. La località è nota dal 1031, quando “qui aveva Beni Deoliberto Wusino, dal quale li ebbe Eccelino, il Monaco che li lasciò nel 1223, ad Alberico, fratello di Ezzelino (Enegum et Galedum et id quod ipsi abent in plebe Arsei)''. Nel 1259, alla caduta degli Ezzelini, il feudo di Enego passò ai Vicentini. La struttura fortificata, risalente alla metà del XIV secolo, era in buona efficienza nel XV secolo e conosciamo il nome di alcuni dei castellani nominati da Venezia per la custodia della fortezza. Una menzione del castello fatta dal Vescovo di Padova Barozzi nel corso della visita pastorale del 1488 ci informa che delle quattro torri una era più alta e doveva, evidentemente fungere da mastio. Dalla medesima visita veniamo informati che i pastori del luogo nella notte si S.Giambattista per antichissima consuetudine solevano illuminare tutto questo castello; e al tal fine facevano una colletta per supplire alla spesa delle candele.

La fortezza era ancora pienamente efficiente nel XVI secolo (ospita le salmerie e le munizioni per le milizie venete qui dislocate durante la guerra di Cambrai), mentre risulta già diroccato nella metà del XVIII secolo. Alla seconda metà del XIX secolo l'Abate Bonato, nella sua Storia dei Sette Comuni, ci fornisce il quadro desolante in cui versa ormai il castello: di esso sussiste ancora una torre intera, nell'alto della quale mirasi l'arma degli Scaligeri, scolpita in una pietra. Con l'inizio del XX secolo il castello venne interrato internamente e trasformato in giardino pubblico, lasciando alla sola torre nord-orientale il ruolo testimoniate dell'antica presenza militare. Le murature e le tre torri vennero rasate ad una quota omogenea, e nuove porzioni murarie vennero realizzate ed integrare la porzione sommitale delle murature, trasformate in strutture di contenimento del terrapieno. Nel corso del primo conflitto mondiale la torre venne probabilmente colpita dall'artiglieria con crollo della porzione sommitale, della volta e dei solai interni.

LA TORRE OGGI
La struttura, dopo secoli di abbandono, conserva ancora integra una sola delle quattro torri, alta 22 metri, mentre il resto del complesso risulta conservato nel1a pianta con murature in elevato fra i quattro e gli otto metri. Le strutture del castello, conservate a lato della piazza cittadina, richiedono oggi urgenti interventi di conservazione e un'opera di rivalorizzazione che ne qualifichi e ne contestualizzi le parti superstiti in un progetto di recupero culturale e turistico dell'importante opera medievale. L'Amministrazione comunale di Enego ha promosso un progetto di recupero che ha consentito il restauro conservativo e l’accessibilità pubblica della torre con la realizzazione di percorsi pubblici di accesso. Ciò al fine di una completa fruizione perimetrale delle strutture (attualmente visibili solo dalla piazza). L'intervento per la conservazione dell'unico castello esistente sull’Altopiano dei Sette Comuni, riveste un’elevata importanza al rilancio turistico e culturale dell'area.

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